Giorno 6 – Challenging Day
Durante il giro di sabato mattina ci soffermiamo sul caso di M., una bambina di poco più di un anno ricoverata per Malaria severa che non migliora dopo 4 giorni di trattamento. Non sentiamo che la nostra preoccupazione sia condivisa dal resto del personale e dopo aver ridiscusso il caso insistiamo per fare qualche accertamento in più e chiediamo a Maurizio viene a visitare la bambina. Questo intervento porta alla luce delle incongruenze che derivano da un modo un po’ approssimativo di lavorare, probabilmente conseguente ad un insieme di fattori che ci risultano difficili da comprendere.
Verso il tramonto decidiamo di fare una passeggiata nella savana con Jenny e Eva. Il momento che doveva essere tranquillo e di relax si trasforma in un altro momento difficile: troviamo a bordo sentiero un uomo accasciato a terra apparentemente in gravi condizioni. Torniamo immediatamente indietro per chiedere aiuto, anche in questo caso senza agire di impulso chiediamo allo staff locale il miglior modo di agire. Sono infatti loro a recuperare l’uomo che si rivela essere una persona con problemi mentali e molto affamata. Per stasera ha ricevuto un pasto caldo ma è difficile immaginare cosa sarà di lui nei prossimi giorni. Ci fermiamo a riflettere su quanto sia spietata e stigmatizzata la malattia mentale in un Paese in cui l’assistenza si basa interamente sull’integrazione nelle comunità.




